L’isolamento termico e acustico sotto pavimento si realizza con un pacchetto di strati posato sopra il solaio: materassino anticalpestio o isolante termico, massetto galleggiante separato da pareti e strutture, pavimento. In questa guida vediamo com’è fatto il pacchetto, quali spessori servono, come si posa e quali errori annullano l’isolamento, con i riferimenti del Codice di Buona Pratica Conpaviper e del DPCM 5 dicembre 1997.
Sommario
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1. Cos’è un massetto galleggiante
Il Codice di Buona Pratica Conpaviper definisce galleggiante il massetto posato su uno strato di isolamento termico e/o acustico e completamente separato dagli altri elementi dell’edificio, come pareti e strutture in elevazione. Lungo il perimetro di ogni elemento serve una striscia comprimibile che ne permetta i movimenti. Lo spessore del massetto si dimensiona sulla comprimibilità degli strati che stanno sotto.
| Tipologia | Come poggia | Quando si usa |
|---|---|---|
| Aderente | Legato al supporto con un promotore di adesione | Supporti rigidi e puliti, quote ridotte |
| Desolidarizzato | Su un foglio separatore, staccato dal supporto | Per svincolare il pavimento da assestamenti e ritiri della struttura |
| Galleggiante | Su uno strato isolante termico e/o acustico, separato da pareti e strutture | Isolamento al calpestio e isolamento termico |
Per il dimensionamento il Codice tratta come galleggiante anche il massetto posato su sottofondi poco rigidi: tappetini fonoisolanti, isolanti termici, sottofondi sotto i 300 kg/m³ per ceramica, pietra e legno, sotto gli 800 kg/m³ per resine, resilienti, laminati e tessili.

2. Rumore da calpestio: cosa chiede il DPCM 5/12/1997
Il rumore da calpestio è quello che passi, sedie spostate e oggetti caduti trasmettono all’ambiente sottostante. Il DPCM 5 dicembre 1997 lo misura con l’indice L’n,w, il livello di rumore di calpestio normalizzato, e fissa un valore limite per ogni categoria di edificio.
| Categoria (Tabella A) | Edifici | L’n,w limite (Tabella B) |
|---|---|---|
| A | Residenze e assimilabili | 63 dB |
| C | Alberghi, pensioni e attività assimilabili | 63 dB |
| D | Ospedali, cliniche, case di cura e assimilabili | 58 dB |
| E | Attività scolastiche a tutti i livelli e assimilabili | 58 dB |
| B | Uffici e assimilabili | 55 dB |
| F | Attività ricreative o di culto e assimilabili | 55 dB |
| G | Attività commerciali e assimilabili | 55 dB |
Il DPCM fissa limiti di prestazione dell’edificio finito: non indica spessori, materiali o stratigrafie. Il valore che si misura in opera somma il percorso diretto attraverso il solaio e i percorsi laterali attraverso pareti e solai vicini. Per questo un buon materassino da solo non basta: conta l’intero pacchetto, e conta come viene posato.

3. Chi progetta e chi posa
Il pavimento galleggiante coinvolge più figure. Il Codice Conpaviper ne descrive le responsabilità.
| Figura | Cosa fa |
|---|---|
| Tecnico dell’isolamento acustico | Esegue il calcolo previsionale, sceglie lo strato resiliente e lo spessore del massetto insieme agli altri progettisti, risponde delle prove di acustica sull’edificio finito |
| Termotecnico | Esegue il bilancio termico con gli strati isolanti concordati e dimensiona l’eventuale impianto radiante |
| Progettista del sistema pavimento | Coordina tutti gli strati tra solaio e pavimento |
| Posatore dello strato resiliente | Posa i giunti perimetrali e lo strato resiliente secondo il Codice |
| Posatore del massetto | Usa un materiale conforme alla scheda tecnica, posa e realizza i giunti secondo il progetto e il Codice |

Fratelli Kola posa massetti galleggianti e pacchetti di isolamento sotto pavimento su progetto, coordinandosi con il tecnico acustico e con il termotecnico, a Brescia, in tutta la Lombardia e nei cantieri internazionali. Il servizio è descritto nella pagina Isolamento termico e acustico.
4. Strato resiliente e pannelli isolanti: cosa leggere in scheda tecnica
Lo strato resiliente deve sostenere il massetto, il pavimento e i carichi d’uso senza deformarsi troppo e senza abbassarsi nel tempo. Una scelta sbagliata porta ad abbassamenti permanenti, rotture o distacchi del pavimento. I parametri da leggere nella scheda tecnica sono quattro.
- Rigidità dinamica s’ (MN/m³): si misura secondo la UNI EN 29052-1 dalla frequenza di risonanza di un sistema massa-molla, in cui il materassino fa da molla. Non va confusa con la resistenza meccanica del pannello. A parità di massa del massetto, un valore più basso dà un’attenuazione maggiore. Per i pannelli in EPS elasticizzato la norma di prodotto prevede classi da SD50 (fino a 50 MN/m³) a SD5 (fino a 5 MN/m³).
- Comprimibilità c e classe CP: è lo spessore che il pannello perde dopo un carico. Ogni classe ammette un carico massimo sul massetto (tabella sotto).
- Scorrimento viscoso (EN 1606): dice quanto spessore il pannello perde nel tempo sotto carico costante. Il Codice consiglia materiali che soddisfano questa norma.
- Attenuazione ΔLw e conducibilità termica: sono valori di prodotto. Si prendono dalla scheda tecnica del materiale scelto, non da tabelle generiche.
| Classe | Carico sul massetto | Comprimibilità nominale |
|---|---|---|
| CP5 | fino a 2,0 kPa | fino a 5 mm |
| CP4 | fino a 3,0 kPa | fino a 4 mm |
| CP3 | fino a 4,0 kPa | fino a 3 mm |
| CP2 | fino a 5,0 kPa | fino a 2 mm |
Oltre 5 kPa si usano solo pannelli CP2, con la prova di riduzione dello spessore a lungo termine. Le tabelle di spessore del Codice sono state ricavate con polietilene espanso a celle chiuse di spessore massimo 13 mm, rigidità dinamica 9 MN/m³ e classe CP2: con strati più spessi o più comprimibili il massetto va aumentato. Per i pannelli di isolamento termico sotto il massetto il Codice prende come riferimento una resistenza a compressione al 10% di deformazione di almeno 150 kPa, salvo diversa indicazione del progettista.

5. Spessori minimi del massetto galleggiante
Il massetto galleggiante lavora come una piastra su un appoggio cedevole: per questo è più spesso di un massetto aderente ed è sempre armato. Senza una progettazione specifica del sistema pavimento, gli spessori minimi sono quelli dell’Allegato A del Codice Conpaviper.
| Pavimento | P1 – interno, carichi leggeri | P2 – interno, traffico pesante | Classe di resistenza |
|---|---|---|---|
| Ceramica, pietra, legno non incollato | 40 mm | 50 mm | C20 F4 (P1), C25 F5 (P2) |
| Legno incollato (laminato, massiccio fino a 1,5 cm) | 50 mm | 50 mm | C25 F5 o C30 F6 |
| Resilienti, laminati e tessili | 50 mm | 60 mm | C30 F6 |
| Resine | 50 mm | 60 mm | C30 F6 |
P1 sono abitazioni e uffici; P2 centri commerciali, ospedali, archivi, magazzini e scuole. All’esterno, con massetto cementizio semi-umido, si sale a 60 mm (P3) e 70 mm (P4) per ceramica e resine.
Sono spessori minimi: lo spessore da realizzare è il minimo più 10 mm, per assorbire le tolleranze del sottofondo. Le soluzioni a basso spessore esistono, ma si progettano caso per caso con il tecnico acustico e il progettista del sistema pavimento.
L’armatura può essere una rete o fibre. Nei massetti a base di solfato di calcio non si usa la rete metallica: si usano reti in fibra di vetro.

6. Dove va lo strato resiliente e come si prepara il supporto
Lo strato resiliente può stare in due posizioni:
- sopra il sottofondo, subito sotto il massetto: è la soluzione più comune;
- sotto il sottofondo, direttamente sul solaio: in questo caso anche il sottofondo fa parte della parte galleggiante, la fascia perimetrale ne copre tutta l’altezza e i tubi che entrano nei muri vanno isolati acusticamente.
Gli impianti (tubi e cavi) si annegano nel sottofondo prima di stendere il resiliente, così il materassino resta piano e continuo. Il sottofondo può essere leggero o alleggerito: vedi la guida al massetto alleggerito con polistirolo.
Il supporto dei pannelli deve essere regolare. Sui sottofondi leggeri la planarità deve restare entro ±5 mm e la quota entro ±8 mm; sui sottofondi alleggeriti e pesanti valgono le tolleranze del massetto, ±3 mm di planarità e ±2 mm di quota. Le sacche d’aria sotto i pannelli indeboliscono il pavimento: più i pannelli sono spessi, meno riescono a seguire le irregolarità del solaio.

7. Fascia perimetrale, freno al vapore e battiscopa
La fascia perimetrale è la parete della “vasca” che separa il pavimento dall’edificio. Il Codice raccomanda che la vasca sia continua e senza rotture, perché anche piccole connessioni rigide tra pavimento galleggiante e strutture peggiorano sensibilmente l’isolamento.
- Fascia perimetrale: materiale comprimibile, in aderenza a tutto il perimetro, per l’intera altezza di massetto e pavimento (e del sottofondo, se il resiliente è sotto). Deve essere continua anche lungo pilastri, lesene e soglie di porte e finestre.
- Rifilatura: la parte che sporge si taglia solo dopo la posa del pavimento e la stuccatura delle fughe.
- Freno al vapore: sotto legno, resilienti e resine il foglio separatore deve funzionare da freno al vapore. Il Codice indica un valore Sd maggiore di 40 m; i fogli si sormontano per almeno 100 mm, si nastrano sulle giunzioni e si risvoltano sul bordo fino al livello del pavimento finito.
- Battiscopa: staccato dal pavimento di pochi millimetri, con il giunto riempito di sigillante elastico. Un battiscopa incollato al pavimento è un ponte acustico.

8. Come si posa, passo per passo
- Supporto: controllo di quote, planarità e pulizia del sottofondo.
- Impianti: tubi e cavi annegati nel sottofondo, prima del resiliente.
- Fascia perimetrale: su pareti, pilastri, soglie e scale, senza interruzioni.
- Strato resiliente: teli accostati e nastrati, mai sovrapposti, a contatto con la fascia su tutto il perimetro.
- Strato separatore: foglio in polietilene sopra il resiliente; freno al vapore se il pavimento lo richiede.
- Getto del massetto: armato, con lo spessore minimo del pavimento previsto più 10 mm per le tolleranze.
- Pavimento: posa e stuccatura; battiscopa staccato di pochi millimetri.
- Chiusura: rifilatura della fascia e misura in opera del tecnico acustico.

9. Isolamento termico sotto il massetto
Lo stesso pacchetto può contenere anche lo strato di isolamento termico, sui solai verso cantine, garage, locali non riscaldati e vespai. Lo spessore dell’isolante non si sceglie in cantiere: lo calcola il termotecnico sulla trasmittanza richiesta dal progetto, secondo il decreto sui requisiti minimi (D.M. 26/06/2015, con gli allegati sostituiti dal D.M. 28/10/2025).
Per il posatore contano due cose: pannelli con resistenza a compressione adeguata a stare sotto il massetto e un supporto planare, senza vuoti. Anche il sottofondo contribuisce all’isolamento termico: un sottofondo alleggerito in polistirolo o in cemento cellulare riduce il peso e la dispersione verso il basso, secondo i valori della sua scheda tecnica. Con l’impianto radiante a pavimento l’isolante sotto i tubi fa parte del sistema radiante: vedi la guida al massetto autolivellante.

10. Controlli e collaudo
| Controllo | Chi | Riferimento |
|---|---|---|
| Planarità e quota del supporto | Posatore | ±5 mm e ±8 mm sui sottofondi leggeri |
| Continuità di fascia e resiliente prima del getto | Posatore del resiliente e del massetto | Vasca continua, nessun contatto con le strutture |
| Spessore del massetto | Posatore del massetto | Spessore minimo del pavimento previsto + 10 mm |
| Planarità del massetto | Posatore del massetto | 3 mm sotto un regolo di 2 m |
| Battiscopa e rifilatura | Posatore del pavimento | Battiscopa staccato, fascia rifilata a pavimento finito |
| Rumore da calpestio in opera (L’n,w) | Tecnico competente in acustica | Misura secondo UNI EN ISO 16283-2, limiti del DPCM 5/12/1997 |

La misura in opera e l’eventuale classificazione acustica dell’unità immobiliare secondo la UNI 11367 spettano al tecnico acustico. Il posatore consegna le schede tecniche dei materiali e gli spessori posati, che servono al calcolo e alle verifiche.
11. Ponti acustici: gli errori che annullano l’isolamento
Un ponte acustico è un contatto rigido tra la parte galleggiante e la struttura. Gli errori più frequenti in cantiere sono sei:
- Massetto a contatto con la parete: fascia mancante, troppo bassa o schiacciata durante il getto.
- Fascia rifilata troppo presto: il pavimento arriva a toccare il muro.
- Battiscopa incollato al pavimento: va staccato di pochi millimetri e sigillato con prodotto elastico.
- Tubo che attraversa massetto e muro senza guaina: il tubo diventa un collegamento rigido.
- Teli del materassino sovrapposti o strappati: la sovrapposizione riduce lo spessore del massetto, lo strappo lascia passare il calcestruzzo fino al solaio. I teli vanno accostati e sigillati con nastro.
- Soglie, telai e sguanci murati nel massetto: la fascia deve girare anche intorno a soglie e sguanci, senza attraversarli.

12. Normative e fonti
- Conpaviper, Codice di Buona Pratica “Progettazione e controllo dei massetti e dei pavimenti”, Rev. 5 – 2022: §5.3 e Fig. 2–3, §6.3, §8.2, §8.3, §8.4, §8.5.4, §8.7, §8.8, Allegati A, F e H. conpaviper.org
- Conpaviper, Codice di Buona Pratica per i sottofondi, rev. 01/2024. conpaviper.org
- Conpaviper, Quaderno tecnico “La scelta dei sottofondi e massetti per pavimenti”, settembre 2024. conpaviper.org
- DPCM 5 dicembre 1997 – Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici (GU n. 297 del 22/12/1997), Tabelle A e B. gazzettaufficiale.it
- ANIT, Manuale “Soluzioni a basso spessore per l’isolamento al calpestio”, ottobre 2022. anit.it
- UNI 11516-1:2025 – Indicazioni di posa in opera dei sistemi per l’isolamento acustico – Parte 1: Sistema di pavimento galleggiante (sostituisce la UNI 11516:2013, ritirata il 17/07/2025).
- UNI EN ISO 12354-2:2017 – Acustica in edilizia: isolamento acustico al calpestio tra ambienti.
- UNI EN 29052-1 – Determinazione della rigidità dinamica dei materiali sotto i pavimenti galleggianti.
- UNI EN ISO 16283-2:2020 – Misure in opera dell’isolamento dal rumore da calpestio.
- UNI 11367:2023 – Classificazione acustica delle unità immobiliari.
- D.M. 26 giugno 2015 – Requisiti minimi degli edifici; Allegati 1 e 2 sostituiti dal D.M. 28 ottobre 2025 (GU n. 283 del 05/12/2025).
13. Domande frequenti sul massetto galleggiante
Quanto deve essere spesso un massetto galleggiante?
Dipende dal pavimento e dall’uso. In un’abitazione il Codice Conpaviper indica almeno 40 mm sotto ceramica e pietra e almeno 50 mm sotto parquet incollato, resilienti e resine; nei locali con traffico pesante 50–60 mm. Allo spessore minimo si aggiungono 10 mm per le tolleranze del sottofondo.
Basta un buon materassino per rispettare il DPCM?
No. Il DPCM fissa un limite di L’n,w misurato nell’edificio finito. Il risultato dipende dal solaio, dalla massa del massetto, dal materassino e soprattutto dalla posa: fascia continua, battiscopa staccato, nessun tubo o soglia che colleghi il pavimento alla struttura.
I teli del materassino si possono sovrapporre?
No. Si accostano e si sigillano con il nastro previsto dal produttore. La sovrapposizione riduce lo spessore del massetto; un varco tra i teli crea un ponte acustico.
Quando si taglia la fascia perimetrale?
Solo dopo la posa del pavimento e la stuccatura delle fughe. Se si taglia prima, la piastrella o la tavola possono arrivare a toccare il muro.
Si può fare un massetto galleggiante con il riscaldamento a pavimento?
Sì: il Codice Conpaviper prevede il massetto radiante su strato resiliente. Lo spessore minimo si misura sopra l’impianto e dipende dal tipo di massetto e di pavimento. Approfondimento nella guida al massetto autolivellante.
Chi rilascia la certificazione acustica?
La misura in opera del rumore da calpestio e l’eventuale classificazione acustica secondo la UNI 11367 spettano a un tecnico competente in acustica. Fratelli Kola posa il pacchetto e consegna schede tecniche e spessori posati.
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Valori, schemi e controlli di questo articolo sono raccolti in un unico documento. Per sopralluogo e preventivo trovi tutto nella pagina del servizio isolamento termico e acustico.
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