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L'eccellenza nei massetti e pavimentazioni

Massetto alleggerito con polistirolo — staggiatura, cantiere Fratelli Kola

Massetto alleggerito con polistirolo (EPS): classi, spessori, posa e controlli

Il massetto alleggerito con polistirolo è un impasto di cemento e acqua in cui gli aggregati di sabbia e ghiaia sono sostituiti, in tutto o in parte, da granuli di polistirolo espanso (EPS). Il risultato è uno strato molto più leggero di un massetto tradizionale, che porta il pavimento in quota, ingloba gli impianti e contribuisce all’isolamento termico verso il piano sottostante.

Tocca gli schemi per ingrandirli.

1. Cos’è e quando si usa

Nel linguaggio di cantiere si chiama “massetto alleggerito”, ma il Codice di Buona Pratica Conpaviper per i sottofondi lo classifica in base alla massa volumica allo stato indurito:

ClasseMassa volumicaCosa può fare
Superleggerofino a 200 kg/m³Sottofondo: non riceve direttamente il pavimento
Leggeroda 200 a 800 kg/m³Sottofondo: non riceve direttamente il pavimento
Alleggeritoda 800 a 1.800 kg/m³Sottofondo; oppure massetto leggero se ha classe di resistenza almeno C5 F1
Pesanteoltre 1.800 kg/m³Massetto tradizionale
Schema delle classi di massa volumica: sottofondo fino a 1.800 kg/m³, massetto leggero da 800 a 1.800 kg/m³
Classi di massa volumica: sottofondo o massetto leggero.

La maggior parte dei massetti con polistirolo lavora nella fascia dei sottofondi leggeri. Un sottofondo non può fare da piano di finitura: sopra va sempre un massetto, dimensionato sul tipo di posa e sul rivestimento. Solo un massetto leggero, tra 800 e 1.800 kg/m³ e in classe C5 F1, può ricevere ceramica o pietra, con spessori minimi dedicati (in abitazione: 60 mm in aderenza, 70 mm desolidarizzato o galleggiante).

Contesti di utilizzo tipici

  • Ristrutturazioni di appartamenti con solai in laterocemento o in legno
  • Sottofondi su solai freddi (primi piani sopra garage, cantine o portici)
  • Livellamenti con forti dislivelli, dove un massetto tradizionale peserebbe troppo
  • Sottofondi sotto impianti radianti a pavimento
  • Recupero di sottotetti abitabili, dopo la verifica dei carichi del solaio
  • Aree commerciali e ricettive dove il carico sul solaio va contenuto

2. Composizione della miscela

L’impasto è composto da cemento, acqua, granuli di EPS ed eventuali additivi. Il Codice Conpaviper elenca tra i sottofondi più diffusi quelli con legante ed EPS vergine, anche additivato in fabbrica, e il cemento cellulare misto a EPS. Granulometria dei granuli, dosaggio e massa volumica raggiungibile sono indicati nella scheda tecnica del prodotto scelto.

Prodotto e miscelato in cantiere con impianto automatizzato, il sottofondo è “preconfezionato”: dosaggio e miscelazione seguono un processo predefinito, controllato e ripetibile.

Schema della miscela del massetto alleggerito con polistirolo: cemento, acqua, granuli di polistirolo espanso e additivi, prodotti in cantiere con impianto automatizzato
Cemento, acqua e granuli di polistirolo, dosati e miscelati in cantiere: granulometria e massa volumica dalla scheda tecnica del prodotto.

3. Massa volumica, isolamento termico e acustico

3.1 Perché la massa volumica è il parametro chiave

La massa volumica decide il peso del pacchetto sul solaio e influenza la conducibilità termica e il comportamento acustico del sistema pavimento. Per questo va fissata in progetto e nel contratto, e controllata in cantiere:

  • a fresco, all’uscita del tubo, con un contenitore di almeno 10 litri: serve a correggere la miscela durante il getto;
  • allo stato indurito, su cubetti di almeno 15 cm di lato (almeno tre per verifica), stagionati fino al 28° giorno: è il valore che conta per la conformità.

Su materiali così leggeri la misura non può essere precisa: il Codice considera accettabili scostamenti del ±15% per i sottofondi leggeri e del ±10% per quelli alleggeriti.

Schema delle due prove di massa volumica del sottofondo: a fresco con contenitore di almeno 10 litri, allo stato indurito su cubetti di almeno 15 cm stagionati fino al 28° giorno
A fresco si corregge la miscela, allo stato indurito si verifica la conformità; scostamento accettato ±15% per i sottofondi leggeri e ±10% per gli alleggeriti.

Resistenza a compressione e conducibilità termica λ cambiano da prodotto a prodotto: si leggono nella scheda tecnica e nella dichiarazione di prestazione del produttore.

3.2 Isolamento acustico al calpestio

Il polistirolo nell’impasto da solo non garantisce l’isolamento al calpestio richiesto dal DPCM 5/12/1997, che fissa limiti di prestazione dell’edificio e non spessori. Il risultato dipende dall’intero pacchetto: sottofondo, strato resiliente e massetto galleggiante separato da muri e pilastri con la fascia perimetrale. Lo dimensiona il tecnico acustico con un calcolo previsionale e si verifica in opera a edificio finito.

Sezione del pacchetto per l'isolamento al calpestio: pavimento, massetto galleggiante, strato resiliente, sottofondo con polistirolo e solaio, con fascia perimetrale continua
Il calpestio si controlla con il pacchetto: strato resiliente, massetto galleggiante e fascia perimetrale continua, dimensionati dal tecnico acustico.

4. Applicazioni principali

Ristrutturazioni con portata residua limitata

A parità di spessore il peso cala molto. Esempio su 10 cm:

Massa volumicaPeso per m² con 10 cmRispetto a 1.800 kg/m³
400 kg/m³40 kg/m²circa −78%
600 kg/m³60 kg/m²circa −67%
800 kg/m³80 kg/m²circa −56%
1.800 kg/m³ (massetto tradizionale)180 kg/m²—
Grafico del peso di uno strato di 10 cm: 40 kg/m² a 400 kg/m³, 60 a 600, 80 a 800, contro 180 kg/m² di un massetto tradizionale
Su 10 cm di spessore il sottofondo con polistirolo pesa dal 56% al 78% in meno di un massetto tradizionale da 1.800 kg/m³.

Massa volumica e spessore si scelgono dopo la verifica dei carichi del solaio da parte del progettista (D.M. 17/01/2018).

Sottofondi per impianti radianti

Sotto l’impianto, la bassa conducibilità del sottofondo limita le dispersioni verso il piano sottostante. Sopra il sottofondo vanno il freno al vapore, il pannello radiante e il massetto radiante.

Livellamenti con forti dislivelli e recupero dei sottotetti

Il sottofondo alleggerito colma dislivelli anche elevati con un carico contenuto. Spessori minimi e massimi li fissa il progettista, insieme alle quote di soglie, porte e scale.

Pianta e sezione con le quote di riferimento del sottofondo: quote negli angoli, sui controtelai e ogni 3 metri, riferimento a 1 metro sopra il piano finito
Prima del getto il committente fornisce le quote del piano finito agli angoli, sui controtelai e comunque ogni 3 m.

5. Le fasi di posa passo per passo

FaseDettaglio
5.1 Verifica dei carichiIl progettista verifica il solaio e fissa massa volumica e spessore
5.2 Sopralluogo e preparazioneSupporto pulito, impianti fissati, quote di riferimento presenti. Contro terra o con umidità di risalita: strato separatore o drenante sotto il sottofondo
5.3 QuoteQuote del piano finito fornite dal committente agli angoli, sui controtelai e comunque ogni 3 m; tracciamento con livella laser
5.4 Produzione e gettoMiscela con le proporzioni di progetto, controllo della massa volumica a fresco, getto e staggiatura
5.5 ControlloQuote e planarità appena calpestabile e comunque entro 5 giorni dal getto
5.6 ProtezioneNiente pioggia o sversamenti sul sottofondo prima di coprirlo
5.7 Massetto sopraA sottofondo asciutto (vedi cap. 5.8): freno al vapore o foglio separatore, fascia perimetrale, massetto
Le sette fasi di posa del sottofondo con polistirolo: verifica dei carichi, sopralluogo, quote, produzione e getto, controllo entro 5 giorni, protezione, massetto sopra
Sette fasi, con i controlli di cantiere: massa volumica a fresco al getto, quote e planarità entro 5 giorni, massetto solo a sottofondo asciutto.

5.7 Che massetto va sopra (spessori minimi, abitazioni e uffici)

Stratigrafie con sottofondo alleggerito sotto massetto desolidarizzato e sotto impianto radiante
Stratigrafie tipo: il pavimento si posa sempre su un massetto.
RivestimentoDesolidarizzato su foglioGalleggiante su isolante o resilienteRadiante (sopra l’impianto)
Ceramica e pietra30 mm40 mm30 mm
Parquet incollato40 mm50 mm30 mm (laminato) / 40 mm (massiccio)
Resilienti, laminati, tessilisi progetta come galleggiante50 mm40 mm
Resinesi progetta come galleggiante50 mm40 mm
Grafico degli spessori minimi del massetto sopra il sottofondo con polistirolo in abitazione: ceramica 30, 40 e 30 mm, parquet 40, 50 e 30 o 40 mm, resilienti e resine 50 e 40 mm
Spessori minimi del massetto sopra il sottofondo leggero (classe P1), più 15 mm (desolidarizzato) o 10 mm (galleggiante e radiante) per le tolleranze.

Su un sottofondo sotto i 300 kg/m³ anche il massetto per ceramica e legno si progetta come galleggiante; per resilienti, laminati, tessili e resine vale già sotto gli 800 kg/m³. In progetto allo spessore minimo si aggiungono 15 mm (massetto desolidarizzato) o 10 mm (galleggiante e radiante) per le tolleranze del sottofondo leggero, che deve stare entro ±13 mm di quota e ±8 mm di planarità sotto un massetto desolidarizzato, ±8 e ±5 mm sotto uno galleggiante o radiante.

Sezione con le tolleranze di quota del sottofondo leggero e lo spessore minimo del massetto garantito anche sul punto più alto
Le irregolarità del sottofondo si pagano in spessore: lo spessore nominale del massetto è il minimo più 15 mm (desolidarizzato) o 10 mm (galleggiante e radiante).

5.8 Quando posare il massetto: si misura, non si contano i giorni

I tempi di asciugatura sono approssimativi: dipendono da clima, spessore, miscela e posizione. Prima del massetto si misura l’umidità del sottofondo con l’igrometro al carburo (UNI 10329). Poiché il sottofondo è più leggero di un massetto, il valore letto si converte con la massa volumica:

umidità misurata × massa volumica ÷ 1.800 ≤ limite del rivestimento

Grafico dell'umidità ammessa nel sottofondo in funzione della massa volumica
Umidità del sottofondo: il valore letto si converte con la massa volumica.

Esempio: sottofondo da 800 kg/m³ sotto un parquet (limite 2,0%): il sottofondo può arrivare fino al 4,5% misurato. La conversione vale per aggregati a cella chiusa come le perle di EPS; oltre il 7% l’igrometro va fuori scala e si usa la prova in forno. Con un freno al vapore tra sottofondo e massetto l’umidità del sottofondo non arriva direttamente al pavimento, ma va comunque contenuta, soprattutto sotto il legno.

6. Confronto: polistirolo, cemento cellulare, tradizionale

CaratteristicaMassetto tradizionaleSottofondo con EPSCemento cellulare
Classe tipicaPesante (oltre 1.800 kg/m³)Leggero o alleggeritoSecondo la massa volumica del prodotto
Riceve il pavimentoSìNo (sì solo il massetto leggero C5 F1, con ceramica e pietra)No
FunzioneRipartire i carichi e ricevere la finituraQuota, peso ridotto, impianti, isolamentoQuota, peso ridotto, impianti, isolamento
Valori di prodottoClasse EN 13813Scheda tecnicaScheda tecnica

Per approfondire il cemento cellulare: Cemento cellulare: cos’è, come funziona e quando si usa.

7. Errori comuni da evitare

  • Massa volumica non controllata in cantiere: carico sul solaio diverso da quello di progetto
  • Proporzioni non rispettate: segregazione dei granuli e resistenza più bassa
  • Pavimento posato direttamente sul sottofondo leggero: il sottofondo non è un piano di finitura
  • Massetto sopra troppo sottile rispetto alla posa e al rivestimento (vedi cap. 5.7)
  • Freno al vapore sotto il sottofondo invece che sopra, o pannello radiante usato come freno al vapore
  • Massetto posato “a giorni” invece che dopo la misura dell’umidità convertita
  • Sottofondo bagnato da pioggia o sversamenti prima della copertura
  • Fascia perimetrale del massetto discontinua: il massetto si vincola ai muri e fessura
Tre confronti tra posa corretta ed errata: pavimento sul sottofondo, posizione del freno al vapore, fascia perimetrale del massetto interrotta
Tre errori ricorrenti: pavimento posato sul sottofondo, freno al vapore sotto il sottofondo, fascia perimetrale interrotta.

8. Normative e fonti

  • Codice di Buona Pratica Conpaviper per i sottofondi di pavimenti ad uso civile, commerciale e direzionale, rev. 01/2024
  • Codice di Buona Pratica Conpaviper “Progettazione e Controllo dei Massetti e dei Pavimenti”, Rev. 5 – 2022
  • UNI EN 13318 – Massetti e materiali per massetti – Definizioni
  • UNI 10329:2018 – Massetti per pavimentazioni – Metodi di misurazione dell’umidità
  • UNI EN 13892-2:2005 e UNI EN ISO 29469 – Prove di resistenza a compressione
  • UNI EN 13813:2004 – solo per il massetto che riceve il pavimento (anche massetto leggero, classe minima C5 F1)
  • DPCM 5/12/1997 – Requisiti acustici passivi degli edifici (prestazione del pacchetto, non spessore)
  • D.M. 17/01/2018 (NTC 2018) – verifica dei carichi del solaio

9. Domande frequenti

Il massetto con EPS è adatto al riscaldamento a pavimento?

Sì, come strato sotto l’impianto: limita le dispersioni verso il basso e ingloba le tubazioni dei servizi. Sopra vanno freno al vapore, pannello radiante e massetto radiante, cementizio o a base di solfato di calcio, con almeno 30 mm sopra i tubi. Per il massetto radiante vedi Massetto autolivellante.

Posso posare il parquet direttamente sul massetto alleggerito?

No. Il sottofondo leggero non può ricevere il rivestimento. Per un parquet incollato in abitazione servono almeno 40 mm di massetto desolidarizzato, 50 mm se galleggiante, 30 mm (laminato) o 40 mm (massiccio) sopra i tubi del radiante, più il margine per le tolleranze del sottofondo.

Quanto pesa al m²?

Si calcola moltiplicando la massa volumica per lo spessore. A 700 kg/m³ pesa 35 kg/m² con 5 cm e 70 kg/m² con 10 cm; a 1.200 kg/m³ pesa 60 kg/m² con 5 cm e 120 kg/m² con 10 cm.

Quanto costa rispetto al massetto tradizionale?

Dipende da massa volumica, spessore e quantità. Il confronto va fatto sull’intervento completo, includendo gli eventuali rinforzi del solaio che un sottofondo leggero può evitare.

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Valori, schemi e controlli di questo articolo sono raccolti in un unico documento. Per sopralluogo e preventivo trovi tutto nella pagina del servizio massetto alleggerito con polistirolo.

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